Gli attacchi informatici sono in costante evoluzione. Non si tratta più solo di virus rudimentali o email di phishing mal scritte: oggi i cybercriminali usano intelligenza artificiale, tecniche di ingegneria sociale avanzate e malware capaci di adattarsi ai sistemi difensivi. I numeri parlano chiaro: il costo globale del cybercrime potrebbe raggiungere 15,63 trilioni di dollari entro il 2029. La cyber security non è più una scelta, è un dovere.
Le categorie di attacco più diffuse includono:
- Ransomware — software che cripta i dati della vittima e chiede un riscatto. A marzo 2026, il gruppo russo Qilin ha colpito il partito tedesco Die Linke con esattamente questo tipo di attacco, minacciando di pubblicare dati riservati.
- Phishing e spear phishing — attacchi mirati tramite email o messaggi fraudolenti, oggi potenziati dall'AI
- Attacchi alla supply chain — compromissione di fornitori o software di terze parti per colpire obiettivi più grandi
- Minacce interne — dipendenti, collaboratori o ex-dipendenti che, per dolo o semplice negligenza, espongono dati sensibili
- Attacchi alle infrastrutture cloud — come quello subito dalla Commissione Europea nel marzo 2026, con esfiltrazione di dati dalla piattaforma Europa
La complessità di questo scenario è aggravata da un divario strutturale: le organizzazioni più esposte sono spesso quelle con meno risorse — enti locali, piccole imprese, associazioni del terzo settore.
Cyber Security: hi è più vulnerabile
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Gli attori statali e i grandi gruppi criminali non puntano solo alle multinazionali. Comuni, ospedali, scuole, università e organizzazioni non profit sono bersagli frequenti proprio perché hanno infrastrutture datate, personale non formato e budget limitati per la cyber security. In Italia e in Europa questo gap è evidente: molte amministrazioni locali operano ancora con sistemi obsoleti, senza piani di risposta agli incidenti né figure dedicate alla sicurezza informatica.
I bandi sulla Cyber Security: cosa sono e a cosa servono??
Per colmare questo divario, governi e fondazioni private hanno avviato programmi di finanziamento dedicati alla cyber security. Questi bandi rispondono a un bisogno concreto: rendere accessibili strumenti e competenze che molte organizzazioni non potrebbero permettersi autonomamente.
Negli Stati Uniti, il
Department of Homeland Security ha istituito lo State and Local Cybersecurity Grant Program (SLCGP), con 1 miliardo di dollari distribuito su quattro anni destinato a governi statali, locali, tribali e territoriali. Per il solo anno fiscale 2025 sono stati stanziati 91,7 milioni di dollari.
I fondi vengono distribuiti attraverso le agenzie amministrative statali, che devono trasferire almeno l'80% alle amministrazioni locali. Gli enti beneficiari li usano per:
- sviluppare piani di cyber security
- aggiornare infrastrutture e sistemi
- formare il personale
- implementare strumenti di monitoraggio e risposta agli incidenti
In Europa, fondi analoghi arrivano attraverso il programma Horizon Europe, i fondi strutturali e l'ENISA (Agenzia dell'UE per la cyber sicurezza), oltre a bandi nazionali cofinanziati dal PNRR.
Bandi Cyber Security per il non profit
Le organizzazioni non profit hanno accesso a tre grandi categorie di finanziamento:
- Bandi governativi — come quelli CISA/FEMA negli USA o i fondi europei
- Grant fondazionali — erogati da fondazioni private con missioni legate alla sicurezza digitale o alla tutela dei dati
- Grant aziendali — offerti da grandi tech company (Microsoft, Google, Cisco) nell'ambito di programmi CSR
- Fondi di venture e mentorship per startup
Sul versante dell'innovazione, fondi come il Cyber Mentor Fund — con sede a San Mateo, California — investono in startup early-stage specializzate in cyber security, affiancandole non solo con capitali ma con mentorship operativa e accesso a reti di esperti del settore. Questo modello risponde a un problema diverso ma correlato: accelerare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di colmare le lacune difensive esistenti.
Come prepararsi a candidarsi
Che si tratti di un ente pubblico, un'azienda o un'associazione, candidarsi con successo a un bando cyber richiede alcuni elementi fondamentali:
Una valutazione del rischio aggiornata — identificare i propri asset critici e le vulnerabilità esistenti
Un piano di sicurezza strutturato — preferibilmente allineato a framework riconosciuti come il NIST Cybersecurity Framework (Identify, Protect, Detect, Respond, Recover)
Obiettivi misurabili — i bandi premiano progetti con risultati concreti e verificabili
Capacità di rendicontazione — soprattutto per i fondi pubblici, è essenziale dimostrare come verranno spese le risorse
Il quadro complessivo
La cyber security è oggi una questione di resilienza sistemica. Un attacco a un comune, a un ospedale o a un partito politico non è solo un problema tecnico: è un problema di fiducia istituzionale, continuità dei servizi, protezione dei dati dei cittadini. I bandi esistono proprio perché il mercato da solo non riesce a distribuire equamente le risorse necessarie. Saperli intercettare — e usarli bene — è diventato parte integrante di qualsiasi strategia di sicurezza digitale moderna.
(fonte immagine: Magnific)
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